Viaggi - città

Un amico mi aveva parlato di quello sguardo acerbo e delicato che Paolo aveva posato su alcune città, non si tratta di città qualunque: Lisbona, Praga, Torino, città di mistero, città che portano in sé una riflessione. Le foto sono piccole, intime; come se una foschia impedisse di vedere bene i particolari degli edifici e conferisse allo sguardo una certa distanza. E poi una serie di fotografie scattate ina autostrada, dallo spazio chiuso della macchina; il volante, il riquadro del parabrezza, i tergicristallo. Piove, le gocce di pioggia bagnano il paesaggio, lo deprimono. Quel genere di foto che rimane impresso nella memoria come quando si fissa uno di quei momenti inesprimibili della vita.
<….> Mussat Sartor non ha bisogno di immense fotografie a colori per regalarci emozioni, per condurci là dove lui, con i suoi occhi, ha saputo vedere la vita. Paolo Mussat Sartor ci presenta, ci rappresenta quelle cose della vita che attraversano il mondo per arrivare nello spazio chiuso del suo atelier. La poesia che nasce da queste fotografie delle città, dei paesaggi o degli altri pretesti da fotografare, sorge da uno sguardo avido e avaro della crudele bellezza nascosta in queste piccole cose della vita.

Philippe Hardy, 2000