Il cammino delle certose. I percorsi dell’anima
21 luglio – 21 ottobre

Il Cammino delle Certose nasce da una proposta turistico-culturale di grande respiro della Regione Campania, Assessorato allo Sviluppo e Promozione del Turismo, nell’ambito dei progetti d’eccellenza Assieme al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con la collaborazione scientifica del Polo Museale della Campania.
Certosa di San Martino a Napoli
La mostra nella Certosa di San Martino è incentrata su opere del Sei e del Settecento che prendono spunto dal tema biblico di Giuditta e Oloferne, a partire dall’affresco di Luca Giordano nella Cappella del Tesoro. Per l’occasione saranno esposti, per la prima volta, i disegni preparatori provenienti dagli Uffizi di Firenze. Le opere seicentesche, da Carlo Saraceni a Jacopo Ligozzi, dialogheranno lungo tutto il percorso espositivo con i maestri del contemporaneo, a dimostrare affinità e dissonanze, affrontate con sensibilità differenti, da Lucio Fontana a Alberto Burri, da Luca Maria Patella a Anish Kapoor (le cui opere verranno presentate nel corso della mostra ), da Louise Bourgeois a Giacinto Cerone e Paolo Mussat Sartor. La narrazione procede infatti fino alle declinazioni dei protagonisti dell’arte contemporanea: al centro della scena la violenza sul corpo e sulla materia, la sublimazione del gesto attraverso la bellezza, il riscatto del mezzo artistico, il destino di umana sofferenza e la ribellione.


Dal 2 febbraio al 2 aprile 2017
Mostra fotografica
IL TEATRO CARIGNANO

Fotografie di
Paolo Mussat Sartor
Tiziano Rossano Mainieri - Vincitore del Concorso Nazionale Agarttha Arte. Giovani Artisti 2016

Teatro Stabile di Torino in collaborazione con Agarttha Erte


ANSELMO/MUSSAT SARTOR
Galleria Massimo Minini
Brescia
Opening 1st October 2016

Paolo Mussat Sartor abita a Torino da sempre e, per una coincidenza del destino, si è trovato a condividere con tutti i grandi dell’Arte Povera quell’esperienza. Naturalmente Il merito è suo. Quanti hanno sfiorato o incrociato gli stessi destini, gli stessi artisti, senza accorgersene. Lui, Paolo, invece è riuscito a stabilire una complicità con gli artisti suoi compagni di strada. Ed ha capito subito l’importanza di quanto stava accadendo a Torino tra la fine dei Sessanta e l’inizio dei Settanta.

Guardando le immagini ci si accorge che Mussat ci fornisce un sottile messaggio subliminale rispetto al lavoro dei singoli artisti. Questi non vengono còlti mentre lavorano alla definizione di un’opera: pare invece che il fotografo stia facendo di loro la propria opera. E così Paolini viene posizionato davanti a strumenti per il disegno; Merz cammina nel vento con una cera sotto braccio; Anselmo guarda un po’ impaurito una pesante pietra che potrebbe cascargli addosso; Salvo sta a bocca aperta (come Raffaello) e guarda in macchina; Twombly naturalmente volta le spalle dentro ad un anonimo impermeabile bianco. Forse già da questi ritratti degli anni ’70 Mussat prepara la strada a quelli successivi ancora più personalizzati da un suo tocco pittorico che interverrà a modificare le immagini dagli anni Ottanta in avanti.

Nella mostra con Giovanni Anselmo, Mussat presenta ritratti della seconda generazione, quelli corretti, dipinti, abbassati con il colore (sovente con il solo nero).
Il mondo dell’arte è sorprendente e Mussat ne documenta lo stupore che questi artisti creano, con colpi di colore nero che nasconde come in una nuvola i volti ed i corpi. Nelle fotografie recenti del soggetto rimane visibile il volto, la testa; tutto il resto sparisce. Il soggetto non ha più un mestiere, è lui, da solo con se stesso, sembra l’immagine riflessa in uno specchio affumicato che nasconde tutto

Il superfluo per concentrare l’attenzione su uno sguardo, una smorfia, un sopracciglio alzato. Mai un sorriso. D’altronde Carlo Marx e Giuseppe Garibaldi non sorridevano nelle fotografie.
Hollywood è arrivata molto dopo.

Massimo Minini


2001 - Palmira, Aphanea, Aleppo, Damasco
Le immagini sono presentate nell’ambito del progetto

NOOSPHERE XXI, A MOBILE AND EVOLVING SCHOOL
XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano 2016

A cura di: Su Dan (Academy of Arts and Design, Tsinghua University), Italo Rota (Direttore Scientifico NABA e Domus Academy, Gianluigi Ricuperati (Direttore Creativo Domus Academy)
Il Padiglione nel Giardino della Triennale, inaugurato il 2 aprile,  esplora nuovi scenari tra Passato, Presente e Futuro, ispirando nuove forme educative nel mondo del design.

Passato
L'ambiente nel passato: quei paesaggi che lasciano senza fiato, costruito da umani e brutalmente distrutto da altri umani, ci ricordano che la nostra eredità è fragile.
Che cosa è accaduto a quelle possenti mura? Che cosa è accaduto all'imponenza di quelle colonne? Chi ha cancellato la gloria di Palmira? Che cosa non funziona nelle teste di coloro che metodicamente distruggono i segni lasciati dalle culture del passato? Come non si è ancora capito che abitiamo tutti nello stesso terremoto temporale [chrono-quake—one?] che consente a culture diverse di dividersi lo stesso momento storico sia pure solo da un punto di vista meramente cronologico? Siamo pronti a combattere dalla prima linea la battaglia per la creazione e la disseminazione dei valori umanistici? Siamo pronti a difendere le pietre che celebrano valori in cui nessuno più crede ma che sono servite da fondamenta per il sapere, gli ideali e i sogni che oggi ci accomunano? Siamo pronti a trattare i tetti che i nostri antenati hanno costruito come i tetti sotto i quali crescerà il futuro dei nostri figli?

Gianluigi Ricuperati


ARTRIBUNE - FOTOGRAFI D'ARTE
Gennaio - febbraio 2016


"Da cinquant’anni Paolo Mussat Sartor è uno dei più intelligenti fotografi italiani d’arte. Il suo nome è legato alla stagione eroica dell’Arte Povera, tra la fine degli Anni Sessanta e la metà dei Settanta. Ma anche a Salvo, Luigi Ontani, Enzo Cucchi, Emilio Vedova e quindi agli stranieri, a Joseph Beuys, Daniel Buren, Joseph Kosuth, Richard Long, Christo, Tony Cragg, Lawrence Weiner, dei quali ha fotografato i lavori con intelligenza intuitiva. Anche se non ha mancato di occuparsi di altro: di architettura, in particolare, per importanti riviste, da Casa Vogue a Domus, da Abitare a Ottagono. E soprattutto, negli ultimi trent’anni, della sua ricerca personale".


SCANNING
di Paolo Mussat Sartor e Nicola Ponzio
edito da Edizioni Corraini
postfazione Marco Giovenale


Un viaggio on the road, a tappe, in automobile, iniziato nel 1975. Un viaggio continuo tra città e campagna, giorno e notte, periferia e montagna. Il parabrezza, bagnato di pioggia, coperto di neve o illuminato da un sole battente si fa vetrina del mondo che scorre. Il bianco e nero delle fotografie di Mussat Sartor si scioglie in mille declinazioni di grigio, descritte nell’accumulazione dei testi di Nicola Ponzio. Il percorso di Scanning si fa universale, una ricerca delle velature del quotidiano verso l’osservazione pura e disinteressata, verso la percezione delle varietà. Un’emozione, quella della scoperta, del viaggio infinito, che appartiene a tutti noi.